ATP Roma, qualificazioni: Wawrinka rimonta Travaglia, sorridono Pellegrino e Bondioli
Si apre il sipario sul Foro Italico, con i primi turni di qualificazioni per il Masters 1000 di Roma. Tanti azzurri sono alla ricerca del pass per gli Internazionali BNL d’Italia. Ciononostante, si rivela una giornata abbastanza in chiaroscuro per l’Italia. Può sorridere Andrea Pellegrino, che batte Hugo Gaston e si guadagna la sfida con Martin Landaluce. Federico Bondioli firma l’impresa del giorno superando Emilio Nava. Niente da fare, invece, per Jacopo Vasamì, Juan Cruz Martin Manzano e Lorenzo Carboni. Salutano anche Stefano Travaglia, rimontato dall’eterno Stan Wawrinka e Pierluigi Basile, superato in tre set dall’australiano Rinky Hijikata. [13] S. Wawrinka b. S. Travaglia 4-6 7-6(5) 6-1 Stan Wawrinka è a un passo dall’ingresso nel tabellone principale degli Internazionali d’Italia.Al suo ultimo giro di giostra, lo svizzero dimostra di voler salutare a dovere tutte le città che hanno contribuito a far brillare la sua carriera. E la vittoria in rimonta, con il punteggio di 4-6 7-6(5) 6-1, su Stefano Travaglia lo conferma. L’ex numero 3 del mondo, così, sfiderà all’ultimo turno di qualificazioni Pablo Carreño Busta, numero 4 del tabellone cadetto, vittorioso con un doppio 6-3 su Martin Damm – i precedenti si attestano sul 3-1 per Stan. Per Wawrinka a fare la differenza sono i colpi di inizio gioco.Il tre volte campione Slam usa al meglio il servizio per portare a casa punti rapidi. Soprattutto con la prima – con la quale fa 42 punti su 58 di cui 7 ace – il 41enne di Losanna riesce a imporsi negli scambi e difende la seconda meglio rispetto a Travaglia.Se l’azzurro pareggia il saldo tra vincenti e errori gratuiti, 31, Stan mette a referto 38 vincenti e 34 non forzati. Il match: Wawrinka rimonta Travaglia ed è a un match dalla qualificazione per Roma Il game che inaugura la partita è subito una sfida punto a punto. Wawrinka cancella una palla break e dopo 12 quindici tiene il servizio. Allora, sul 2-1, è Travaglia a rischiare nel proprio turno di battuta: sprofondato 15-40 non riesce a salvarsi ed è costretto alla rincorsa. La reazione dell’azzurro non tarda ad arrivare e, con quattro giochi consecutivi, ribalta il set a suo favore. Stefano si porta in vantaggio per 6-4, al secondo set point. Per il 34enne marchigiano la strada si fa in discesa quando piazza il break in avvio di secondo parziale. È in questo momento, però, che la risposta di Stan si fa più affilata. Alle due occasioni del controbreak sul 2-1 se ne aggiungono altre tre nel quarto game – che l’italiano salva dopo 16 punti. Quando il riaggancio da parte dei Wawrinka pare nell’aria, è Travaglia a procurarsi due chance di raddoppiare il vantaggio, ma non le capitalizza. Lo svizzero, così, riprende vigore e fa 4-4. Il set scivola lentamente verso il tiebreak, dove l’ex 3 ATP sale in cattedra, allungando fino al 5-2. L’azzurro inanella tre punti consecutivi, ma gli è fatale il punto perso al servizio sul 5-5, che consente a Wawrinka di chiudere per 7 punti a 5. Il terzo parziale è una sinfonia per Stan. L’assolo dello svizzero conta di tre break, nel primo, quinto e settimo gioco, e di zero quindici persi alla battuta.Il finalista di Roma del 2008 vede, così, l’approdo al Foro Italico, dove saluterebbe in via definitiva il pubblico tricolore.A Travaglia, invece, il sorteggio sfortunato nega la possibilità di giocare il 1000 di casa, dove nel 2020 si è spinto fino agli ottavi, fermato da Matteo Berrettini. Stefano è tornato in top 150 a suon di risultati nei Challenger. Attualmente al numero 141, era tra i papabili per una wild card, ma le scelte hanno suggerito altro. A. Pellegrino b. [17] H. Gaston 6-1 6-3 Andrea Pellegrino lascia solamente quattro giochi a Hugo Gaston e vola al turno decisivo delle qualificazioni del Masters 1000 italiano. L’azzurro, 155 ATP, impostosi con il punteggio di 6-1 6-3, adesso ha un incontro arduo con Martin Landaluce. Lo spagnolo è in piena ascesa e, dopo aver liquidato facilmente Christopher O’Connell, vuole dare continuità ai propri risultati anche sulla terra del circuito maggiore. Contro Gaston, Pellegrino è stato pressoché inattaccabile alla battuta. Un solo break incassato, quello nel quinto gioco del secondo set che avrebbe potuto complicare il match, e turni di servizio difesi con personalità e decisione. 22 vincenti e 21 errori – contro il saldo di, rispettivamente, 7 a 23 del rivale – sono la fotografia della prestazione di Andrea, che cerca l’esordio nel tabellone principale di Roma. [WC] F. Bondioli b. [18] E. Nava 4-6 7-6(6) 7-5 Federico Bondioli firma la sorpresa di giornata. L’azzurro, 344 ATP, elimina in rimonta Emilio Nava, 108 del mondo, con il punteggio di 4-6 7-6(6) 7-5 e si guadagna la super sfida a Dino Prizmic. Nel primo set il 20enne di Ravenna paga a caro prezzo il break subito nel quinto gioco, che Nava riesce a conservare fino alla fine. Bondioli sente la tensione e in ogni turno di servizio è costretto alla difensiva. Tuttavia, sul 4-3 spreca la chance di controbreak e, nonostante annulli due set point sul 5-3, si arrende. Nel secondo parziale, lo statunitense si conferma in giornata alla risposta e strappa il servizio all’avversario ancora una volta nel quinto gioco. Quando la frazione sembra andare in fotocopia con la precedente, Bondioli spezza la replica riacciuffando Emilio sul 4-4. L’italiano cancella quattro palle break nell’11esimo game e, sul 6-5, non capitalizza un set point in risposta. Tuttavia, in un tiebreak dove si contano nove minibreak, Federico salva un match point e chiude per 8 punti a 6. Nel terzo e decisivo set, Bondioli va per tre volte avanti di un break. Nava riesce a pareggiare i conti dapprima sul 3-3, poi sul 5-5, negando all’azzurro la possibilità di chiudere alla battuta. Il ravennate, però, si riscatta subito, innalzandosi 6-5 e mettendo la firma su una grande vittoria alla seconda occasione di suggellare il match con il servizio. Il sogno di Roma continua. I match degli azzurri: Roma parla poco italiano In un tabellone cadetto pieno di bandiere tricolore, i risultati sorridono solo a metà all’Italia. Jacopo Vasamì, 464 ATP e destinatario di una wild card per le qualificazioni, non si concede l’impresa e si arrende per 6-3 6-4 a Tomas Barrios Vera, 134 del mondo. Per il 18enne romano le difficoltà emergono sin dalle prime battute, con un break incassato anzitempo nel primo game che fa la differenza. Il set poi prosegue all’insegna dell’equilibrio: il cileno fa valere il vantaggio e sul 5-3 piazza anche il secondo break per prendersi un parziale in cui al servizio non ha concesso niente. Nel secondo parziale Jacopo ha l’opportunità di strappare a sua volta il servizio all’avversario, ma non concretizza la palla break. Allora la chance passa dalla racchetta di Barrios Vera, ma neppure lui è concreto al momento di vincere il punto decisivo in risposta. La svolta del set e, di conseguenza, del match arriva al tramonto: quando deve servire per rimanere in partita Vasamì cede alla tensione, perdendo la battuta sul 5-4. Il giovane azzurro paga l’inesperienza. Gli errori gratuiti doppiano i vincenti – rispettivamente 28 e 14 – e pure con le traiettorie mancine al servizio si aiuta poco – con 2 ace e 3 doppi falli. Il ben più testato a certi livelli Barrios Vera sfiderà per la qualificazione Daniel Merida – che ha dato l’ennesima dimostrazione di forza del suo periodo, imponendosi per 7-5 6-4 su Mackenzie McDonald. Niente da fare neppure per Martin Manzano, rimontato con il punteggio di 5-7 6-1 7-5 da Titouan Droguet, 109 ATP.Il classe 2004, 514 ATP passato dalle prequalificazioni, è protagonista di un match sfrontato, con 32 vincenti e 48 gratuiti. Nonostante la molta differenza in classifica, l’azzurro nato in Argentina regge il confronto per ampi spaccati di partita, soprattutto nel primo e nel terzo set. Nel parziale decisivo è bravo a recuperare un break di svantaggio e a prolungare la sua permanenza in campo. Ma non basta.Il francese, 16esima forza del tabellone cadetto, al turno decisivo sfiderà Patrick Kypson, che ha superato per 6-7(7) 7-6(4) 6-3 Jack Pinnington Jones. Si arrende anche Lorenzo Carboni, che non riesce a tenere testa al più esperto Aleksandar Kovacevic, 95 del mondo. L’azzurro, 452 ATP, cede il passo per 6-4 7-6(4), senza riuscire a guadagnarsi il terzo set, nonostante nel secondo parziale abbia recuperato per due volte un break di svantaggio.Se la prima in campo garantisce a Carboni la possibilità di giocarsela – con 6 ace e 35 punti su 52 – la seconda tradisce il classe 2006 sardo, con il solo 27% di punti portati a casa. Kovacevic capitalizza tutta la maggiore concretezza con 25 vincenti e 20 gratuiti – per Lorenzo sono rispettivamente 20 e 22 – e approda al turno decisivo, con la tangibile possibilità di qualificarsi per il Masters 1000 di Roma. C’è mancato davvero un soffio perché il lunedì del Foro Italico regalasse la favola di Pierluigi Basile. Il giovane azzurro, opposto all’ostico australiano Rinky Hijikata, ha accarezzato a lungo l’idea del colpaccio, mettendo in mostra un tennis di personalità che ha sorpreso il più quotato avversario. Dopo aver incamerato un primo set di pura lotta per 7-5, Basile ha continuato a giocare alla pari contro il numero 96 del mondo, cedendo la seconda frazione soltanto alla lotteria del tie-break (7-4). Un match trasformatosi rapidamente in una maratona di nervi e precisione, dove il pubblico romano ha provato a soffiare sotto le ali del tennista di casa, capace di non sfigurare al cospetto di un giocatore abituato ai palcoscenici del circuito maggiore. Il terzo set è stato un concentrato di emozioni forti, un braccio di ferro proseguito sui binari dell’equilibrio fino al 4-4. La fiammata che sembrava decisiva è arrivata nell’undicesimo game: break Basile e 6-5 tra il boato del campo. L’azzurro si è presentato a servire per il match, volando sul 30-0 e arrivando a due punti dal traguardo, prima che la tensione e la risposta di Hijikata rimescolassero le carte. Il controbreak subito a freddo ha gelato le speranze di chiudere i conti, trascinando la contesa all’ultimo, decisivo tie-break. Qui l’australiano è scappato subito sul 4-1; Basile ha tentato l’ultima orgogliosa risalita fino al 4-3, ma la maggiore freddezza di Hijikata ha sigillato il punteggio sul 7-6(4) finale. Restano gli applausi per il giovane italiano, ma anche l’amaro in bocca per un treno che pareva ormai passato dalla sua stazione. Gli altri incontri Negli altri incontri del giorno le soprese sono ridotte ai minimi termini. Il numero 1 del tabellone cadetto di Roma Cristian Garin spazza via per 6-0 6-2 – in un match più lottato di quanto suggerisca il punteggio, della durata di un’ora e 22 – il tunisino Moez Echargui, 140 ATP, e si lancia verso il turno decisivo, dove se la vedrà con Jan Choinski. Il britannico sconfigge Dusan Lajovic per 7-5 6-4. Francisco Comesaña cerca il rilancio dopo aver lasciato la top 100. L’ex 54 ATP, adesso al numero 114, supera con il punteggio di 6-3 6-4 Billy Harris e si contenderà un posto al Foro Italico con Leandro Riedi. Lo svizzero si sta ricostruendo dopo una serie infinita di gravi infortuni e, grazie al ranking protetto, si è garantito un posto nel tabellone cadetto, dove batte all’esordio Vilius Gaubas, con il punteggio di 6-4 6-2. Avanza anche Jesper De Jong, vittorioso in un match serrato su Pedro Martinez, arresosi per 7-6(5) 7-5 dopo due ore e 31 minuti di gioco. L’olandese incrocerà la racchetta nella sfida decisiva con Hugo Dellien. Il boliviano estromette dalla competizione per 6-2 7-5 Luca van Assche, che persevera nel suo momento di difficoltà tennistica. Dopo il terzo turno di Madrid, con lo scalpo importante di Ben Shelton, torna in campo Dino Prizmic. Il croato, che ha ritoccato il best ranking al numero 79, liquida per 6-4 6-3 Chris Rodesch e se se la vedrà con Federico Bondioli. Approda al turno decisivo anche Jacob Fearnley, giustiziere di Shintaro Mochizuki con il punteggio di 6-3 6-1. Per il britannico adesso c’è Aleksandar Kovacevic. Nicolai Budkov Kjaer vince in rimonta e conferma la crescita delle ultime settimane. Il norvegese classe 2006 ha fermato con il punteggio di 6-7(5) 7-6(3) 6-3 Otto Virtanen – ultimo avversario di Carlos Alcaraz prima dell’infortunio – e aspetta Dalibor Svrcina, vincente su Benjamin Bonzi per 6-4 6-3. Sconfitta in tre set per il tennista portoghese Henrique Rocha, che è stato superato dallo spagnolo Pablo Llamas Ruiz con il punteggio di 4-6 6-3 6-1 a favore del tennista iberico. Quest’ultimo, nel secondo turno di qualificazione, troverà sulla sua strada un altro tennista portoghese, il numero 119 ATP Jaime Faria, che ha eliminato a sorpresa il paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo (attualmente numero 84 del ranking ATP) con lo score definitivo di 6-3 4-6 6-4. Una sconfitta piuttosto amara per una delle rivelazioni dell’ultima edizione del Mutua Madrid Open. Nikoloz Basilashvili supera in tre set il tennista danese Elmer Moller regalandosi così la sfida nel turno decisivo di qualificazioni con il sunnominato Rinky Hijikata. 4-6 6-2 7-6(3) il punteggio a favore del georgiano, bravo a gestire senza patemi il tie-break decisivo nell’ultimo set. ha collaborato Beatrice Becattini ...